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Anno II N.21
del 1°-7-2004 |
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Notiziario web dell'Associazione umanitaria e socio-culturale
Anthropos |
Quattro passi nella storia dell’Africa
Segue dal numero precedente

Il mondo si
accorse della necessità d’aiuto nei confronti dei cosiddetti Paesi
in Via di Sviluppo già dal termine della seconda guerra mondiale
con lo storico discorso del presidente americano Truman ma
l’Europa da quel momento era impegnata a ricostruire se stessa
dalle rovine della guerra. Inoltre non si dimentichi che la
televisione italiana nasceva nel 1954 ed era ben lontana dal dare
conto di ciò che avveniva nel Continente africano, così come il
turismo di massa era ancora da inventare e, conseguentemente,
l’Africa era qualcosa di lontano e ignoto per i più. Il concetto
di sviluppo che le teorie economiche propugnavano in quel momento
era basato sulle teorie di Rostow il quale riteneva che il
processo di sviluppo che avevano seguito i Paesi occidentali
dovesse essere l’unico processo possibile. Ciò si rivelò falso. Il
processo a 5 stadi dalla società tradizionale agricola a quella
dei consumi di massa passando per quella industriale non poteva
avvenire perché costruito artificialmente su popolazioni che
avevano una diversa storia, diverse tradizioni, diversa cultura e
vivevano su un ben diverso territorio. Questa idea di sviluppo
portò a credere che fosse sufficiente far decollare l’economia
africana con la costruzione di grandi impianti industriali, dighe
e strade. Queste ben presto si rivelarono “cattedrali nel deserto”
e finirono per essere abbandonate per l’assenza non soltanto di
ricambi ma anche di personale preparato a gestirle. E non solo,
ciò che a mio avviso è mancato è stata la condivisione di quei
progetti da parte delle popolazioni locali a cui è stato imposto
un abito costoso e di pregio ma che non era fatto per loro.
Claudio Zaninotto
ANTHROPOS ha bisogno di una sede
Quella di disporre di una sede è
un’esigenza che di giorno in giorno si fa sempre più pressante.
Più fattori rendono urgente l’appagamento di questa esigenza: la
necessità di avere un ufficio che consenta l’utilizzo di volontari
per le incombenze amministrative, burocratiche e di segreteria che
si fanno sempre più consistenti è solo uno dei motivi. Altro
motivo non meno importante la possibilità di avere un luogo aperto
ai soci almeno un giorno alla settimana ove recarsi per mantenersi
informati ed in contatto con le iniziative in corso. Più d’uno ha
rilevato questa esigenza ed è ora e tempo che tali volontà vengano
prese in considerazione anche al fine di non sprecare e disperdere
quelle “buone volontà” che, sebbene non rare, sono quantomeno non
frequentissime. Non ultima la prospettiva di una non indifferente
futura crescita e sviluppo a fronte di un grosso progetto sul
quale stiamo lavorando e che, per scaramanzia evitiamo di rendere
pubblico, almeno per ora.
Soddisfatti i ragazzi che hanno partecipato al progetto
Jeunesse
 

Sul valore
culturale, umano e sociale del Progetto Jeunesse 2004 sono più che
significativi e sufficienti i commenti dei nostri ragazzi che vi
hanno partecipato.
Condividendo
con coetanei rumeni, francesi e tedeschi questa esperienza
culturale e formativa hanno senza ombra di dubbio avuto modo di
aprire le loro menti ed i loro cuori alla comprensione ed
accettazione degli altri oltre alla soppressione dei pregiudizi la
cui genesi risiede senza dubbio nella non conoscenza.
E' questo il
motivo per cui ci stiamo impegnando per sviluppare nel futuro la
possibilità di partecipazione a scambi con Paesi e culture
completamente diverse dalla nostra nell'ottica di una pacifica
convivenza umana.
Uno per tutti vi riportiamo
il commento di una ragazza, R. Di Ciancia che vi ha partecipato.
Il Responsabile Culturale
Prof. Ornella Quaranta
Mi ricorderò di quest’esperienza
come la più formativa della mia vita. Ho potuto approfondire le
mie conoscenze sulla lingua francese, confrontare la mia cultura
con quella di altre tre nazionalità diverse e mettere alla prova
me stessa, la mia capacità di adattamento e di comunicazione con
gli altri. Mi sento più matura in quanto questo viaggio mi ha dato
la possibilità di aprire ulteriormente la mia mente e di allargare
le mie conoscenze nonché di aggiungere “peso” al mio bagaglio
culturale. Lo consiglierei a chiunque voglia divertirsi imparando.
Un modo importante di aiutare ANTHROPOS

Alcuni giorni or sono è stata
firmata la convenzione tra ANTHROPOS e l’operatore di telefonia
ETICATAG.Presto arriveremo a tutti gli amici di ANTHROPOS con una
proposta.
La proposta consiste nel
consentire, mediante l’adesione a questo operatore di telefonia di
finanziare con continuità la nostra Organizzazione Non
Governativa. Un modo per finanziare l’associazione che opera per
la cooperazione allo sviluppo nel terzo mondo senza dover sborsare
un solo quattrino. In cosa consiste?
Grazie alla convenzione firmata
con ETICATAG, ANTHROPOS riceverà il 15% di quanto voi normalmente
pagate per il vostro traffico telefonico. Voi continuerete a
pagare per il vostro traffico telefonico su apparecchio fisso
quanto pagavate in precedenza, soltanto che, invece di andare al
100% all’operatore TELECOM, ad esempio, l’85 % andrà all’operatore
ETICATAG ed il 15% ad ANTHROPOS. Non è fantastico? Non è magnifico
poter essere utili agli altri senza dover sborsare un euro in più?
Anzi, l’importo donato ad ANTHROPOS, alla fine dell’anno vi verrà
certificato come donazione e sarà documento valido per poterlo
porre in deduzione dalla imposte. Quindi, sostanzialmente la
vostra spesa telefonica, non soltanto sarà utile agli altri
finanziando ANTHROPOS, la vostra associazione, ma sarà anche utile
a voi potendola dedurre dalle imposte. NON PAGHERETE
nulla di più di quanto state pagando ora, in quanto ETICATAG
utilizza le STESSE TARIFFE telefoniche di Telecom Italia.NON
dovrete cambiare numeroNON dovrete fare prefissi
particolariNON dovrete dare alcuna disdettaPOTRETE
dare disdetta senza alcun costo aggiuntivo in qualsiasi momento lo
vogliateSAPRETE ad ogni bolletta bimestrale qual
è l’importo che avete donato ad Anthropos.LA DONAZIONE
verrà certificata a fine annoPAGHERETE MENO TASSE
donandoci il 15% del vostro traffico
telefonico senza spendere un solo euro in più
Sud-Sudan, un Paese da NON ABBANDONARE
Il 4 giugno
presso la Sala Pia Marta in Brescia si è tenuto l’incontro di
Monsignor Cesare Mazzolari, vescovo della diocesi di Rumbek futura
capitale del New Sudan, con la popolazione bresciana.
L’incontro,
organizzato dalla Fondazione Tovini con la partecipazione del
Cetamb dell’Università di Brescia, della Consulta per la Pace,
dell’Associazione Cesar Onlus e di Anthropos Onlus ha visto
Monsignor Mazzolari, dopo un resoconto fotografico-commentato
tenuto da Claudio Zaninotto, informare sulla condizione della
popolazione sud-sudanese a pochi giorni dalla firma della pace tra
il governo di Khartoum e l’S.P.L.M., il movimento politico nato
dal movimento di liberazione del Sud-Sudan.
Purtroppo, ha
rilevato, la pace è soltanto apparente in quanto la regione del
Darfur confinante con il Chad, è ancora soggetta ad eccidi e
violenze da parte di milizie irregolari. La crisi umanitaria ormai
certa in quei territori va ad aggiungersi a quella prevista per il
rientro di un milione di sfollati a seguito della firma della
pace.
 
Anthropos fa lezione di economia non-profit e
cooperazione
Da giugno, presso
il Liceo Cairoli di Pavia sono in corso una serie di lezioni di
preparazione agli incontri internazionali di Besançon.
Un gruppo di
studenti del Liceo Cairoli di Pavia durante la prossima estate si
recherà per 15 giorni nella città francese dove vivrà gomito a
gomito con ragazzi di altre 7 nazionalità confrontandosi sui temi
della convivenza di persone di diverse culture e dei rapporti con
il sud del mondo. Mai come ora si è sentita la necessità di
conoscenza delle altre culture siano esse affini o fortemente
distanti. Mai come ora, in un mondo che, come previde Mc Luhan
negli anni ‘60 con l’invenzione della metafora del “villaggio
globale”, tende sempre più a ridurre le distanze geografiche, a
metterci in contatto con persone appartenenti ad etnie, culture e
religioni diverse ed a mischiare le etnie negli stessi luoghi in
cui viviamo. Mai come ora c’è stato bisogno di una educazione che
porti ad essere cittadini del mondo. Siamo convinti che le
trasformazioni in atto nella nostra società ci obblighino ad una
maggior partecipazione alla vita democratica, una maggior apertura
e disponibilità alla comprensione delle altre culture senza
perdere di vista la propria identità culturale ed una maggior
attenzione nei confronti dell’ambiente al fine di poterlo
consegnare un giorno ai nostri figli, se non migliorato, almeno
nelle stesse condizioni in cui l’abbiamo trovato.
Allacciati importanti rapporti con la Costa D’Avorio

Numerosi
interessanti incontri sono avvenuti tra la nostra associazione ed
un nutrito gruppo di ivoriani presenti sul nostro territorio. Il
fine dell’incontro era quello di allacciare rapporti di amicizia e
collaborazione con gli immigrati nell’ottica di operare in termini
di scambi culturali e cooperazione allo sviluppo in territorio
ivoriano. Erano presenti diversi nostri associati e diversi
ivoriani. Guidati da Dominique Boli erano con lei Irene e Didier
Boli, Paul Valet e Anne Marie Valet, il Dottor Charles Affri,
nonché il Dottor Elia Aka Gilbernair, medico di ritorno dalla
Francia alla Costa D’Avorio e passato appositamente per
l’incontro. Si sono dichiarati entusiasti degli incontri e delle
nostre volontà di cooperazione. Ora siamo in attesa di una
convocazione da parte dell’Ambasciata ivoriana in Roma al fine di
poter presentare ufficialmente i nostri progetti e le nostre
intenzioni.
Ringraziamenti
E’ per noi un piacere ringraziare
Susanna e Carlo Clerici per la preziosa donazione che hanno voluto
destinare in prima persona e per mezzo di parenti ed amici ad
Anthropos in occasione del loro matrimonio. Donazione che ha
consentito un ulteriore passo avanti nel finanziamento dello
Zambian Italian Orthopaedic Hospital.A Susanna e Carlo che si sono
uniti in matrimonio il 23 maggio scorso vanno i nostri migliori
auguri di una vita felice.
NOTIZIA IN BREVE:
Un altro versamento di 5.000 $ è stato inviato il giorno 9
giugno 2004.
Quanto in nostro possesso sino ad ora ci permette di prevedere
un ulteriore versamento per la fine del mese di agosto così come
prevediamo che per la fine dell’anno in corso il Reparto
Ortopedico presso lo Zambian-Italian Orthopaedic Hospital di
Lusaka - Zambia possa essere ultimato e pagato.
I libri che aiutano Anthropos
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€15,00 |
€ 12,00 |

Per aziende, Enti pubblici e Associazioni, a richiesta,
sono
regolarmente fatturabili.
Il
ricavato, dedotti
i puri costi di produzione, è totalmente destinato al finanziamento e
costruzione di aule scolastiche in Sud - Sudan.
Per richiesta di informazioni e ordinazioni:
Fax 0382 801046
Tel. 335 8129374
e-mail
ant@associazioneanthropos.it


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Hanno
parlato di noi:
Il Punto
- 5 maggio 2003
Il Punto
- 9 giugno 2003
Il Punto
- 16 giugno 2003
La
Provincia Pavese - 6 luglio 2003
Il Punto
- 7 luglio 2003
La
Provincia Pavese - 10 settembre 2003
L’Informatore - 18 settembre 2003
Il Punto
- 22 settembre 2003
Il Punto
- 10 novembre 2003
Il Punto
- 24 novembre 2003
La
Provincia Pavese - 2 dicembre 2003
L’Informatore - 4 dicembre 2003
Il
Convivio - ott.-dic. 2003
Il Punto
- 22 dicembre 2003
INTIMITA’
- N. 50 del 18.dicembre 2003
La
Provincia Pavese -23 gennaio 2004
La
Provincia Pavese - 7 febbraio 2004
Il Punto
- 9 febbraio 2004
L’Araldo
- 27 febbraio 2004
Il Punto
- 8 marzo 2004
La
Provincia Pavese - 9 marzo 04
Il Punto
-19 aprile 2004
Il
Giornale di Brescia - 8 giugno 2004
Il Punto
- 14 giugno 2004
La
Provincia Pavese - 24 giugno 2004
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