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Anno III N.26
del 1°- 2 - 2005 |
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Notiziario web dell'Associazione umanitaria e socio-culturale
Anthropos |
E’ operativo il reparto di isolamento presso lo
Zambian Italian Orthopaedic Hospital di Lusaka
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Affermava il filosofo Tommaso Campanella che soltanto i
sognatori fanno cose concrete mentre Heinrich Schlieman,
l’archeologo tedesco scopritore della città di Troia,
diceva che non c’è nulla che l’uomo non possa fare usando
l’immaginazione.
Quanta
verità in queste affermazioni! |
E’ passato un
po’ di tempo, è vero, da quando Suor Egidia, durante una mia
visita al piccolo ospedale italiano di Lusaka, mi mostrava una
bambina orfana di entrambi i genitori. Piccolina, malnutrita,
sottopeso, a cui, per salvarle la vita, avrebbero dovuto
amputare una gamba. Una bambina già fortunata ad essere stata
accolta. Costretta in un angolo del corridoio a causa di ferite
infette, non poteva essere ricoverata con gli altri. Sono
passati quasi tre anni dal momento in cui gli occhi di quella
bambina mi obbligarono a trovare il modo per aiutare quei
bambini che ancor più sfortunati di lei non avrebbero potuto
fruire delle stesse cure. La mancanza di un apposito reparto di
isolamento ne impediva il ricovero.
Bene, ora quel
reparto di isolamento c’è. E’ pagato, costruito, inaugurato e
già in funzione. Era un piccolo sogno ed oggi è realtà.
Decine e
decine sono i donatori, piccoli e grandi, a cui diciamo grazie.
Grazie per
aver creduto e condiviso quel sogno. Grazie per aver contribuito
a farlo diventare realtà.
D’ora in poi
diversi bambini che non si sarebbero potuti ricoverare
troveranno accoglienza. Una volta curati e dimessi lasceranno il
posto ad altri che verranno dopo di loro. E così anno dopo anno.
E saranno centinaia. Per ognuno di loro, sebbene non avranno
modo di rendersene conto, sarà un piccolo miracolo e, forse, per
diversi di loro questo costituirà non soltanto la riduzione
della sofferenza ma la differenza stessa tra la vita e la morte.
Possiamo
esserne fieri!
Il reparto di
isolamento è stato inaugurato alla presenza dell’ambasciatore
italiano Tullio Guma e del presidente dello Zambian Italian
Orthopaedic Hospital, il Dott. Rossi.
  
  
Appuntamenti:
Giovedì 24 febbraio
presso la biblioteca comunale di Pinarolo Po (Pv) si
terrà la presentazione del libro “Una Vita da Dinka” il cui
ricavato è destinato al progetto Scuole Sud SudanSabato
26 febbraio “Una vita da Dinka” sarà presentato,
unitamente ad una proiezione di diapositive del Dr. Roberto
Pattarin sul Sud-Sudan, a Buccinasco(Mi) ve del Dr. Roberto
Pattarin (Mi)
Passi avanti del progetto di produzione protesi
ortopediche
Il 24 febbraio, organizzato da
Anthropos, dal Consorzio Etimos e da Banca Etica - si terrà un
incontro con le Organizzazioni Non Governative che operano in
Paesi in via di sviluppo per presentare il nostro progetto di
produzione di protesi ortopediche di gamba.
E’ noto che in
molti Paesi la guerra o le malattie hanno avuto come tragica
conseguenza l’amputazione di arti in un consistente numero di
persone che ora, ancor più del resto dei propri simili, si
trovano in condizioni di non poter provvedere a sé stessi.
L’incontro,
che si terrà a Milano presso lo Spazio Celimondo in Piazza San
Giorgio, avrà soprattutto lo scopo di permettere uno scambio di
opinioni e suggerimenti in merito al progetto che prevede non
solo la produzione di protesi ortopediche ma anche, ove
necessitasse, l’assistenza, l’aggiornamento dei tecnici
ortopedici locali e la formazione di nuovi tecnici.
Il risultato
che si intende raggiungere è quello di consentire al più alto
numero possibile di persone di ritornare a camminare e poter in
questo modo provvedere a sé stessi. Tutto sommato un ben piccolo
risarcimento rispetto a ciò che la guerra e le bombe hanno tolto
loro e per la produzione delle quali l’occidente, cioè noi, ha
non poche responsabilità.

All’incontro,
che sarà introdotto dal presidente di Etimos, l’Ing. Marco
Santori, parteciperanno, oltre al nostro presidente, Claudio
Zaninotto, l’Ing. Marcello Stampacchia autore del progetto
tecnico ed il Dottor Stefano Stampacchia, chirurgo ortopedico
che ha effettuato su persone amputate le prove di deambulazione.
All’incontro
sarà presente anche il noto cantante RON che si è reso
disponibile a sostenere il progetto in qualità di testimonial.
Anthropos Côte D’Ivoire sta per nascere

Sì, è proprio vero.
Dopo gli incontri della
scorsa estate con il gruppo di ivoriani residenti in Italia,
questi si sono dati da fare. Nondimeno si è dato da fare il
Dottor Elia Aka Gilbernair in Costa D’Avorio nell’organizzare
l’associazione che sarà nostra partner.
Ora è tutto pronto e ad
Abidjan, la capitale del Paese affacciato al Golfo di Guinea, ci
attendono per la cerimonia di costituzione.
Saranno là, Paul Valet,
ivoriano residente a Vigevano, che tiene i contatti col Dottor
Elia, ed il nostro presidente.
Lo scopo della visita
non si esaurirà con la manifestazione formale di costituzione di
Anthropos Côte D’Ivoire ma sarà occasione di incontri con le
autorità civili centrali e locali e con personaggi del mondo
accademico.
L’intenzione è quella
di sviluppare rapporti tra l’Università di Abidjan ed università
italiane, come primo passo per giungere successivamente alla
valutazione di progetti di sviluppo suggeriti dalla popolazione
ivoriana attraverso la nostra consociata Anthropos Côte D’Ivoire.
La nostra speranza è
che gli incontri possano portare all’accreditamento di Anthropos
in Costa D’Avorio.
Da parte nostra, se
alle parole seguiranno i fatti, vi è tutta l’intenzione, non
solo di poter operare in termini di scambi culturali e di
cooperazione in modo priorita rio
con la Costa D’Avorio ma, anche, di situare in quel Paese
l’assemblaggio prima, e la produzione vera e propria poi, delle
protesi ortopediche, qualora il progetto prendesse il via.
Dagli incontri e dagli
scambi avuti si è riscontrata negli ivoriani una grande volontà
di essere “aiutati ad aiutarsi”. E questo è proprio ciò che è
nelle nostre intenzioni. Stimolare progetti, valutarne la
validità e cooperare allo sviluppo.
Tutto questo richiederà
anche una disponibilità delle autorità centrali e locali
ivoriane. Sarà proprio grazie agli incontri che avremo
prossimamente ad Abidjan che si potranno fare passi avanti per
giungere quanto prima a concretizzare stretti rapporti di
collaborazione.
Aderiamo al progetto “Giocattoli per i meno
fortunati”
UN INVITO A
PARTECIPARE
Durante le
feste di Natale numerosi bambini e ragazzi ricevono moltissimi
regali che si aggiungono ai giochi già posseduti, che spesso
vengono inevitabilmente buttati via dai genitori.
Raccogliere
questi giocattoli “usati” (spesso ancora nuovi) potrebbe darci
l’occasione di far arrivare regali ai bambini e agli adolescenti
meno fortunati accolti nelle strutture di sostegno della
Provincia di Pavia e in parte utilizzarli per i bambini e
ragazzi della Clinica Pediatrica, per allietare la loro
permanenza presso i reparti oppure l’attesa al pronto soccorso.
Questa
iniziativa ha l’ambizione di essere permanente nel tempo, chi
rinnova il parco giocattoli lo fa anche lontano dal Santo
Natale, ma soprattutto gli ospiti delle case di accoglienza e
dei reparti ospedalieri ci sono tutto l’anno, non solo dopo il
Santo Natale.
Il gioco è uno strumento
fondamentale perché soddisfa i desideri profondi dei bambini e
liquida le ansie, regala momenti di felicità e sorrisi per il
nostro futuro; Bambini e ragazzi sono il nostro futuro.
E' impossibile
spiegare le ragioni che spingono al gioco - diceva Freud - senza
considerare il piacere che da esso deriva. I balocchi non
rinunciano MAI ad esprimere proprie caratteristiche come
l'ironia e la fantasia.
Giocare è
quanto di più istintivo esista al mondo; il tempo, sociale ed
individuale, può cambiare i giocattoli, non il desiderio di
giocare.
I bambini
hanno sempre giocato... o quantomeno hanno sempre cercato di
giocare: Lasciare un bambino da solo con se stesso - la
citazione stavolta è di Hegel - significa vederlo giocare entro
pochi istanti.
Del resto, l'
Homo era Ludens ben prima di essere promosso Sapiens.
Anche giochi
semplici sono importanti, forse i più importanti, i giochi di
una volta, i materiali di quei giochi, si prestavano ad essere
reinventati dal fruitore. Il fatto è che l'oggetto in sè non ha
mai significato molto per il bambino: pochi centimetri di legno
o cartapesta, ceramica o metallo. Ciò che DAVVERO conta è il
racconto che egli ne trae, stimolato dall'oggetto a leggere (e
al contempo scrivere) in quel grande libro di fiabe che la sua
mente custodisce.
Il bambino
deve giocare e non essere il bambino che viene fatto giocare.
Una differenza
fondamentale.
Genitori ed
educatori sono oggi chiamati a "supervisionare", a filtrare tra
le migliaia di offerte insistenti e magniloquenti, talvolta
scellerate, che si contendono le pagine ed i palinsesti.
Questo aspetto
che può sembrare marginale assume invece una dimensione
fondamentale nel processo che ci deve portare ad educare i
minori in difficoltà, aiutarli a crescere e ad inserirsi nella
società e nel mondo del lavoro.
I giochi
raccolti (anche libri, videocassette, giochi da tavolo) verranno
poi selezionati e scrinati, per essere quindi ridistribuiti.
Punti di
raccolta di
“giocattoli per i meno fortunati “
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Clinica Pediatrica 3° piano - Pavia
Comunità Casa del Giovane viale Libertà
Negozio Unicef mercato coperto, piazza della Vittoria -
Pavia
Bottega del Mondo ad Gentes Piazza
Duomo 22 - Pavia
Caritas Diocesana Voghera
sportello ascolto Caritas, in Via Cagnoni 3 -aperto tutti
i pomeriggi 14,30 alle 18.
CRI sezione di Voghera
Caritas Diocesana di Vigevano
Comune di Certosa di Pavia
Avis Mortara Ospedale Asilo Vittoria |
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I libri che aiutano Anthropos

Per aziende, Enti pubblici e Associazioni, a richiesta,
sono
regolarmente fatturabili.
Il
ricavato, dedotti
i puri costi di produzione, è totalmente destinato al finanziamento e
costruzione di aule scolastiche in Sud - Sudan.
Per richiesta di informazioni e ordinazioni:
Fax 0382 801046
Tel. 335 8129374
e-mail ant@associazioneanthropos.it

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Hanno
parlato di noi:
La Lanterna - marzo 2003
Il Punto - 3 marzo 2003
Il Punto -10 marzo 2003
La Provincia Pavese -16 marzo 2003
La Provincia Pavese - 27 aprile 2003
Il Punto - 5 maggio 2003
Il Punto - 9 giugno 2003
Il Punto - 16 giugno 2003
La Provincia Pavese - 6 luglio 2003
Il Punto - 7 luglio 2003
La Provincia Pavese - 10 settembre 2003
L’Informatore - 18 settembre 2003
Il Punto - 22 settembre 2003
Il Punto - 10 novembre 2003
Il Punto - 24 novembre 2003
La Provincia Pavese - 2 dicembre 2003
L’Informatore - 4 dicembre 2003
Il Convivio - ott.-dic.. 2003
Il Punto - 22 dicembre 2003
INTIMITA’ - N. 50 del 18.dicembre 2003
La Provincia Pavese -23 gennaio 2004
La Provincia Pavese - 7 febbraio 2004
Il Punto - 9 febbraio 2004
L’Araldo - 27.febbraio 2004
Il Punto - 8 marzo 2004
La Provincia Pavese - 9 marzo 04
Il Punto -19 aprile 2004
Il Giornale di Brescia - 8 giugno 2004
Il Punto - 14 giugno 2004
La Provincia Pavese - 24 giugno 2004
Le Muse - giugno-luglio 2004
Il Punto - 12 luglio 2004
Il Punto - 4 ottobre 2004
Il Mattino (di Padova) 1 novembre 2004
Il Punto - 29 novembre 2004
L'Araldo - 9 dicembre 2004
La Provincia Pavese - 23 dicembre 2004
La Provincia Pavese - 23 dicembre 2004
L'Informatore - 23 dicembre 2004
Il Punto - 27 dicembre 2004
L'Informatore - 30 dicembre 2004
La Provincia Pavese - 5 gennaio 2005
INTIMITA’ - N. 1 del 13 gennaio 2005
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