I nostri progetti

              ATTUATO

 

 

   

Attività culturale 2004
Progetto Europeo Jeunesse 

Coordinatore: Prof. Ornella Quaranta

 

 

Sul valore culturale, umano e sociale del Progetto Jeunesse 2004 sono più che significativi e sufficienti i commenti dei nostri ragazzi che vi hanno partecipato. 

Condividendo con coetanei rumeni, francesi e tedeschi questa esperienza culturale e formativa hanno senza ombra di dubbio avuto modo di aprire le loro menti ed i loro cuori alla comprensione ed accettazione degli altri oltre alla soppressione dei pregiudizi la cui genesi risiede senza dubbio nella non conoscenza.

E' questo il motivo per cui ci stiamo impegnando per sviluppare nel futuro la possibilità di partecipazione a scambi con Paesi e culture completamente diverse dalla nostra nell'ottica di una pacifica convivenza umana.

        

Il Responsabile Culturale
Prof. Ornella Quaranta

 

ALCUNI MOMENTI DI LAVORO RELATIVI ALL'INCONTRO QUADRINAZIONALE

DI SAINT JEAN D'ANGELY - FRANCIA

A CUI HANNO PARTECIPATO I NOSTRI RAGAZZI.

I ragazzi raccontano...

Mi ricorderò di quest’esperienza come la più formativa della mia vita. Ho potuto approfondire le mie conoscenze sulla lingua francese, confrontare la mia cultura con quella di altre tre nazionalità diverse e mettere alla prova me stessa, la mia capacità di adattamento e di comunicazione con gli altri. Mi sento più matura in quanto questo viaggio mi ha dato la possibilità di aprire ulteriormente la mia mente e di allargare le mie conoscenze nonché di aggiungere “peso” al mio bagaglio culturale. Lo consiglierei a chiunque voglia divertirsi imparando. 

                        R. Di Ciancia

 

L’esperienza vissuta a St. Jean è stata qualcosa di veramente particolare. Ho incontrato persone con diversi usi e costumi ed è stato divertente e molto interessante conoscerli e confrontarmi con loro.  Ho stretto molte amicizie che spero rimarranno nel tempo. Consiglio a tutti questa esperienza perché è uno dei modi più belli e strani per imparare veramente il francese e qualcosa sulla vita.

                     C. Folcato

 

Questa è stata un’esperienza bellissima che mi piacerebbe rifare in futuro. E stata positiva perché abbiamo potuto approfondire le nostre conoscenze linguistiche e abbiamo stretto grandi amicizie con coetanei stranieri a cui ci siamo affezionati molto.

                    M. Bersini

 

E’ stata un’esperienza, oltre che stupenda, anche utilissima perché mi ha aiutato a combattere diversi pregiudizi verso altre persone di altre nazionalità; sicuramente è stata un’esperienza indimenticabile

             A.    Damanti

 

Questa è stata un’esperienza positiva. Ho avuto la possibilità di fare splendide amicizie e di arricchirmi sotto tutti i punti di vista. Questo progetto sarei disposta a rifarlo mille volte. Mi sono divertita un casino.

                     G. Calandrini

 

E’ stata un’esperienza positiva; questi 15 giorni ci sono serviti a conoscere culture diverse dalla nostra e abbiamo formato molte amicizie. Grazie a chi ci ha permesso di partecipare a questo progetto. 

                        F. Lavezzi

 

Questa esperienza a S. Jean d’Angely è stata molto bella ed interessante perché mi ha permesso di conoscere giovani di altre nazionalità. Ho messo in pratica le mie conoscenze linguistiche scambiando con loro le mie opinioni e idee su diversi argomenti

 B.    De Vecchi

 

Questo progetto è stato senza dubbio un’esperienza positiva poiché mi ha permesso di eliminare i pregiudizi che avevo sulle culture diverse dalla mia e di approfondire le mie conoscenze sull’Europa dal punto di vista politico e religioso. 

                    E. Marchetto

 

Per me quest’esperienza è stata molto positiva. Ho potuto relazionarmi con ragazzi di altri Paesi con abitudini diverse e migliorare le mie conoscenze delle lingue straniere. Ho potuto anche conoscere meglio le mie compagne e, in alcuni casi, rivalutarle smentendo alcune mie iniziali opinioni su di loro. Se potessi di certo lo rifarei.

                      F. Saviotti

 

E’ stata un’esperienza nuova, interessante e sicuramente indimenticabile! Abbiamo avuto modo di conoscere diverse culture e confrontarle con la nostra. Ci siamo trovati bene insieme ai ragazzi delle altre nazioni. Abbiamo imparato ad adattarci a qualsiasi tipo di situazione; ci siamo adeguati e ci siamo divertiti tantissimo. Le amicizie sono assicurate ed il divertimento non manca mai! Ringrazio chi ha permesso ed organizzato il progetto! Sono stata benissimo e ripeterei questa esperienza anche subito.

 C.   Morandi

 

Questa esperienza è stata molto edificante per quanto riguarda le lingue straniere e la socializzazione. Ci ha anche fatto apprezzare maggiormente la cucina italiana. Ho anche trovato l’amore.  

                     !!! ???

 

St. Jean è stata un’esperienza indimenticabile: ho scoperto le tradizioni di altri Paesi che prima ignoravo ed ho stretto bellissimi rapporti di amicizia con persone di nazionalità diverse; estremamente speciali.

 A.    Maddalena

 

E’ stata un’esperienza che mi ha arricchita in molti modi, sotto diversi punti di vista. Sono diventata più autonoma e indipendente, più socievole e più aperta verso le nuove culture e diversi punti di vista.

 D.   Sala

 

Il soggiorno a S. Jean è stato un’esperienza positiva anche perché abbiamo avuto l’occasione di conoscere e farci conoscere da altre culture e approfondire il nostro sapere su guerra, religione e pace. 

                     S. Sanpietro

 

Questo viaggio di istruzione che ho compiuto con i miei compagni a S. Jean è stata un’esperienza indimenticabile sotto tutti i punti di vista: non solo ho potuto mettere alla prova il mio francese in una dimensione quotidiana ma ho potuto sviluppare un senso di responsabilità e adattamento necessario ad una convivenza quadrinazionale. Non pensavo che il contatto con giovani stranieri potesse arricchirmi tanto.
 
                      N. Schifano

 

E’ stata un’esperienza positiva per me perché ho avuto modo di fare nuove conoscenze ed eliminare alcuni pregiudizi. E’ un’esperienza che ripeterei molto volentieri.

                       S. Fiocco

 

E’ stata un’esperienza indimenticabile. Non solo ho conosciuto un sacco di persone e ho stretto grandi amicizie (anche con le ragazze) ma ho anche avuto modo di conoscere culture diverse dalla mia e conviverci per due settimane, cosa che ritengo molto istruttiva.

                        ???  !!!

 

E’ stata una bellissima esperienza perché ho avuto l’opportunità di conoscere ragazzi di altri paesi che hanno la mia stessa età e con abitudini diverse dalle mie.

Durante i primi giorni trascorsi a Saint Jean dicevo che non mi piaceva stare lì perché non mi divertivo, ma verso la metà della mia permanenza a Saint Jean ho incominciato a dire che non volevo più andarmene perché iniziavo a divertirmi. Mi mancherà tutto di Saint Jean; il cibo, le lunghissime e stancanti conferenze, Maurice e la sua frase “Tout le monde au lit”, le crêpes che andavamo a mangiare appena avevamo un po’ di tempo libero. Se avessi l’opportunità, tornerei di nuovo a Saint Jean perché è un’esperienza irripetibile e che potrà servirmi in futuro.

                        Clara

 

L’esperienza che ho condiviso con i miei compagni e con gli altri ragazzi stranieri è stata indimenticabile e realmente formativa. Spero di avere molte altre occasioni di partecipare a progetti di questo genere.

                        S. Fortuzzi

 

Devo ammettere  che ho lasciato l’Italia con molti pregiudizi e tanti dubbi. Mi chiedevo, cosa farò due settimane senza i miei genitori, i miei amici? Avevo paura di avere nostalgia. Invece il periodo trascorso a Saint Jean mi ha fatto ricredere, ho fatto amicizia con ragazzi di diversa nazionalità e non ho mai desiderato tornare a casa; mi ero abituata al ritmo dell’abbazia. E’ vero, si aveva poco tempo libero, ma mi sono divertita davvero tanto!! Ho tanti ricordi, La Rochelle, i pomeriggi in giro per il paese, le foto, le risate, le lacrime al momento della partenza … ho tenuto persino gli scontrini, per ricordarmi di ogni singolo momento. Mi ricordo persino quando io e le mie amiche ci siamo quasi perse per Saint Jean! Ho migliorato anche i miei rapporti con alcune mie compagne, per esempio con Susanna, che frequentava il mio stesso atelier, quello di canto. L’avevo giudicata male, ma ho avuto l’opportunità di conoscerla meglio, di apprezzarla, e ho capito che è una persona veramente dolce e sensibile. Saint Jean: un’esperienza che di sicuro ripeterei. Grazie a coloro che ci hanno dato questa opportunità.

                         G. Bravi

 

Niente può essere per sempre … purtroppo i giorni scorrono troppo veloci! E’ stato tutto veramente magnifico! Mi mancano tutti quei luoghi e soprattutto le persone che ho conosciuto in questi 15 giorni. Non bastano queste poche righe per esprimere quello che provo e quello che ho provato … se potessi non esiterei un attimo a rifare 1000 volte questa esperienza! Porterò per sempre nel cuore i ricordi di quei fantastici giorni.

                         B. Bertolotti

 

Un’esperieza indimenticabile!

Sono stati 15 giorni favolosi, ho provato qualcosa di nuovo, è stato come vivere una favola, una magia. Ho avuto modo di conoscere usanze diverse dalle mie e un differente modo di vivere, ma soprattutto non dimenticherò mai le meravigliose persone che ho conosciuto in queste due settimane, ragazzi con cui ho stretto una profonda amicizia; so già che mi mancheranno molto, ma so anche che le avrò per sempre nel cuore.

Ringrazio tutte le persone che hanno reso possibile tutto ciò; grazie mille, è stato fantastico, ci ritornerei subito.

                          S. Moro

 

Posso dire di essere pienamente soddisfatta da questa esperienza. Insomma, non capita tutti i giorni di poter convivere con molti coetanei stranieri. Oggi è importante conoscere le altre culture, ed in particolare quelle europee, vista l’evoluzione del nostro continente. Se mi chiedessero di ripetere questa “avventura” non esiterei nemmeno un attimo per rifare la valigia e ripartire !!

 

E.    Azzini

 

Per me questo soggiorno di quindici giorni in Francia è stato più che positivo. L’aspetto più interessante e sicuramente più divertente è stato il contatto con gli altri ragazzi e il confronto con loro. Stando insieme sono nati bellissimi rapporti. All’inizio ammetto di aver avuto grande perplessità ma subito ho dimenticato ogni dubbio! E’ un’esperienza che auguro a tutti i ragazzi e che spero di poter ripetere!!

                      I. Gatti

 

Questa esperienza mi è piaciuta molto perché, oltre al fatto di essermi divertita molto, mi ha aiutato a cancellare qualsiasi pregiudizio nei confronti dei ragazzi delle altre nazioni, mi ha insegnato a socializzare con loro e ad apprezzarli anche più dei ragazzi italiani. Spero che tutti possano avere la fortuna di convivere con i propri amici due indimenticabili settimane a Saint Jean D’Angely.

                        A Turri

 

E’ stata un’esperienza indimenticabile e molto utile. Abbiamo potuto approfondire le nostre conoscenze sulla lingua francese ma non solo, abbiamo imparato ad adattarci in ambienti diversi, fuori da casa nostra.

Rifarei questo viaggio e lo consiglierei a chiunque perché ne vale veramente la pena.

                         S. Marzani

 

Questa esperienza è stata veramente molto importante, sia sul piano scolastico, sia sul piano affettivo. Ho conosciuto, in modo un po’ diverso dal solito, culture, modi di fare dei diversi Paesi, ho conosciuto anche molte persone, tutte diverse l’una dall’altra e ho imparato ad accettarne pregi e difetti.

Un viaggio come questo mi capiterà poche volte nella mia vita … per questo ripeterei questa esperienze altre mille volte e la consiglierei a tutti perché arricchisce veramente ogni persona.

                          F. Fidalis

 

 

 

PROGRAMMA

 (vedi versione originale in lingua francese) >>>

 DESCRIZIONE DEL PROGETTO

  1. Contesto e motivazione

 Il progetto ha preso forma in seguito a contatti col Centro di Cultura Europea  St-Jacques di Compostelle di Saint-Jean d’Angély (Francia). Gli scambi col C.C.E. anteriori al progetto hanno messo in evidenza la coincidenza delle nostre motivazioni e la realizzazione di sessioni trinazionali da parte del C.C.E. che offre il vantaggio dei suoi quindici anni di esperienza in materia di cultura e cittadinanza europea. I primi contatti tra le quattro associazioni di giovani sono stati presi attraverso la rete del Centro di Cultura Europea da una parte e attraverso i Club Europe e l’Associazione Anthropos dall’altra.

Fare in modo che dei giovani si incontrassero, proporre loro dibattiti e attività varie sia formali che informali tendenti a favorire l’espressione e la creatività ecco il legame coi nostri obbiettivi di apertura sul mondo e, in primo luogo, sull’Europa. Per i giovani, l’isolamento rurale e la mancanza di mezzi finanziari possono essere altrettanti ostacoli ad una buona integrazione e troppo spesso possono rappresentare freni alla curiosità o alla voglia di conoscere gli altri.

 Questi giovani sono tuttavia estremamente desiderosi di comunicare con altri giovani. Essi possono apprezzare in altri giovani europei e pure in presenza di lingue e di costumi nazionali diversi, un patrimonio comune, un desiderio comune di vivere insieme dei progetti nel rispetto delle differenze e delle peculiarità di ognuno, col desiderio di comprenderle meglio.

 Il tema di questo incontro quadrinazionale Religioni. Guerra e pace sembra prestarsi per fare questa esperienza, unica per i giovani, un apprendimento concreto e attivo delle relazioni intereuropee, vissuto al quotidiano, oggi.

 Per quattordici giorni, dei giovani di quattro nazionalità diverse sperano dunque di riuscire ad organizzare un incontro fattivo.

  

2 e 3. – La preparazione del progetto ed il coinvolgimento dei giovani

 La preparazione dello scambio culturale è realizzata in stretta collaborazione col C.C.E. la cui esperienza e le cui competenze sono state di ausilio per meglio inquadrare il nostro progetto e favorire la riuscita dello stesso. Si trattava, per esempio, di trovare i modi per stabilire dei contatti e poi dei legami regolari tra le quattro nazionalità.

 Corrispondere per e-mail per presentarsi, imparare a conoscersi, discutere del tema e dei contenuti della sessione e così iniziare lo scambio. Le associazioni organizzano delle sessioni di lavoro, diffondono documentazione, mettono a disposizione dei giovani gli strumenti pedagogici e tecnologici di comunicazione necessari alla preparazione della sessione. (Nouove Tecnologie Informatiche di Comunicazione )

 Da parte francese sono in corso, per esempio, la preparazione di documentazione sulla città di Parthenay, sul suo patrimonio, sulla sua storia e le sue prospettive economiche oggi (la nozione di regione paludosa sarà esplicitata: scommessa economica e culturale) e la riflessione su un tema di attualità da discutere nel corso dello scambio: i rischi maggiori, es. l’inquinamento, da proporre agli altri giovani partecipanti: in cosa la nostra regione è toccata e qual è su questo tema la situazione dei paesi partners di questo scambio. Che cosa si fa per affrontare questi rischi? Localmente? A livello europeo? Parthenay  propone di scambiare idee su queste questioni.

 I genitori di questi giovani sono anch’essi sollecitati così come gli attori economici, politici e culturali di Parthenay e dei dintorni. I giovani tutti  potranno  partecipare alla preparazione materiale e alla raccolta di documenti tendenti a far conoscere meglio le loro rispettive regioni di provenienza e ad animare le attività previste in occasione della sessione (pasto plurinazionale, presentazione originale della nostra città, canti e danze del patrimonio regionale).

 Questi tipi di preparazione sono stati egualmente previsti negli altri tre gruppi. Per esempio i rumeni hanno ottenuto la presenza del Signor Théo Robichet, regista documentarista, che assisterà sin dall’inizio, ai preparativi, al viaggio e allo scambio. Spera in questo modo di fermare tracce dello scambio attraverso la cinepresa. 

 

  3.      – Tema e obbiettivi

 Il tema di questo scambio, Religioni. Guerra e pace, è stato scelto per tutte le domande e i dibattiti intellettuali che genera e che permette di abbordare, e ciò al di là di qualsiasi appartenenza all’una o all’altra corrente religiosa. Questo scambio, pur totalmente laico, mette in presenza giovani di tradizioni culturali e religiose diverse: cattolica (Francia/Italia); protestante (Germania) e ortodossa (Romania). Il tema delle religioni e delle loro ambiguità “pacifiste e guerriere” è un tema trasversale e per questo interessante. E’ così che i dibattiti, partendo da contingenze dapprima storico-culturali arriveranno progressivamente ai problemi posti dalle religioni oggigiorno, questione eminentemente attuale: questione posta, tra l’altro, nel progetto di costituzione europea.

 E’ tutto questo insieme di temi che i giovani hanno scelto di prendere in considerazione;  in modo formale sotto forma di dibattiti, ma anche informale grazie agli atelier di espressione artistica.

 

_____________________

 

Nel loro insieme gli obbiettivi dello scambio hanno come scopo l’esercizio sociale della cittadinanza e della democrazia, valori comuni a tutti gli europei e più precisamente lo sviluppo personale dei giovani partecipanti

 

           Sviluppo personale dei giovani partecipanti

 

·        mettere i giovani nella condizione di informarsi e di capire le diverse identità culturali con i loro aspetti comuni e le loro peculiarità

·        stimolare le loro ricerche, il loro spirito di iniziativa e la loro riflessione sulla posta in gioco e sulle modalità della cittadinanza europea. Mettere i giovani in condizione di dibattito

·        responsabilizzarli:

ð     facendo loro incontrare degli attori di questa Europa

ð     associandoli strettamente alla preparazione, allo svolgimento e al bilancio di un incontro su scala europea

·        sviluppare una educazione alla democrazia favorendo i valori di rispetto reciproco e di attenzione ai diritti e ai doveri di ognuno. Per fare ciò, i giovani saranno coinvolti nella definizione delle regole della vita comune nel corso del loro soggiorno a Saint-Jean D’Angély (Francia). Riunioni regolari di delegati gestiranno la vita del gruppo

·        sviluppare la loro autonomia e la loro creatività nel quadro di ateliers di espressione artistica, della preparazione di un pasto multinazionale, nell’organizzazione di alcune serate ecc.

·        comunicare attraverso la pratica quotidiana di più lingue. Suscitare, infine, presso i giovani la curiosità per ciò che si trova al di là  del loro ambiente consueto e realizzare in vivo l’appartenenza ad una entità culturale più larga, più ricca e più multiforme.

 

Al termine di questo scambio, si dedicheranno delle sessioni di lavoro riservate alla valutazione ed alla redazione di bilanci multinazionali sulle diverse attività dello scambio.

 

Infine in seguito allo scambio il nostro augurio è che ogni giovane di ritorno al proprio paese d’origine abbia il ruolo di moltiplicatore dispensando intorno a sé – amici, famiglia, concittadini – i valori democratici europei e il concetto di identità europea operando in questo modo un transfert della propria esperienza nel corso dello scambio. Dopo questa esperienza, i giovani intendono organizzare attraverso il loro Club Europe o associazione di giovani degli incontri di informazione sul programma Jeunesse della Commissione Europea per diffonderlo meglio e per aiutare altri giovani a realizzare dei dossiers e degli scambi europei.

  5. I beneficiari e la logistica

 La realizzazione del progetto riguarda un gruppo di sessanta giovani, ragazzi e ragazze tra i 15 e i 17 anni che abitano nella quasi totalità delle regioni socialmente, economicamente o politicamente depresse: regione rurale dell’ovest della Francia, lontano da tutte le frontiere europee e dai principali poli urbani regionali, zone rurali e depresse di Romania che si trovano lontane dalle grandi manifestazioni culturali nazionali, europee e internazionali. Zone della Germania del nord sulle rive del Baltico per quel che riguarda i giovani tedeschi. I giovani italiani di Pavia sono originari di zone urbane,  perturbane o rurali.  

Molti giovani sono appartenenti a famiglie dai redditi piuttosto modesti, rari sono fra loro quelli che hanno già avuto occasione di partecipare a degli scambi. Tutto ciò non deve più rappresentare un ostacolo al loro necessario ed indispensabile arricchimento culturale ed ancor meno nel momento in cui l’Europa vuole rappresentare per i nostri giovani uno spazio di libertà da conquistare.

Si tratta per loro, all’alba di scelte personali e professionali determinanti, di una occasione unica di esercitarsi alle responsabilità di giovani adulti.

 I quattro gruppi di giovani sono accolti all’Abbaye Royale de Saint-Jean D’Angély, riconvertita dal 1989 in Centro di Cultura Europea.

I giovani sono suddivisi in quindici camere secondo il sesso e rispettando la ripartizione in gruppi quadrinazionali.

Degli spazi di lavoro (5 laboratori), di riflessione e di incontro (sala conferenze); sala informatica (accesso libero e gratuito a internet); di distrazione (ping-pong, discoteca) e di esposizione dei loro lavori (galleria) sono a disposizione dei giovani in seno all’abbazia la quale è stata espressamente ristrutturata a questo scopo.

  

6. L’impatto a livello locale

Le associazioni, i giovani , le loro famiglie, gli attori politici economici e culturali dovranno tutti sentirsi  coinvolti nel progetto.

Durante la sessione saranno organizzate esposizioni, discussioni e condivisione dell’esperienza:

·        presentando la propria regione agli altri gruppi; offrendo documentazione e specialità regionali; presentando danze tradizionali, i giovani si trasformano in ambasciatori delle regioni o dei Paesi che rappresentano

·        nella fase di preparazione, fanno partecipare altre associazioni locali. Informano la stampa locale e nazionale del loro progetto

·        al ritorno organizzeranno una esposizione e una presentazione del loro soggiorno

·        messa on-line da parte dei  giovani dei loro lavori e delle loro riflessioni,  nel corso dell’incontro,  sul sito web dell’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali (IEIC) del Consiglio D’Europa, partner dell’incontro

·        la stampa locale e nazionale saranno informate e potranno così fare un resoconto delle varie tappe e del bilancio del progetto.

 I giovani sono gli ambasciatori della loro regione quando presentano ai loro compagni europei le tradizioni locali e quando fanno gustare delle specialità regionali o offrono della documentazione.

Si può inoltre legittimamente sperare che si instaurino ulteriori contatti tra questi giovani europei e le loro famiglie e credere nella continuità dei legami intrecciati in occasione dell’incontro.

  

7. La dimensione interculturale europea.

 Gli aspetti europei ed interculturali sono stati menzionati nei paragrafi precedenti. Ne diamo qui solo un breve riassunto.

 La dimensione interculturale e europea è presente nel corso di tutta la sessione multinazionale e della sua fase di preparazione attraverso:

 ·        il tema dello scambio (Religioni. Guerra e pace) che permette di lottare contro qualsiasi forma di preconcetto, di razzismo o di xenofobia

·        la partecipazione di giovani di quattro nazionalità differenti

·        l’organizzazione di dibattiti su questioni di attualità europea

·        ateliers interculturali, siano essi manuali o intellettuali

·        l’organizzazione di attività dirette ad associare diverse tradizioni culturali ( pasto multinazionale, danze folcloristiche, ateliers di espressione artistica, ecc.)

·        l’origine dei conduttori: le persone invitate per animare i dibattiti, i maestri d’atelier provengono dalle quattro nazioni coinvolte nello scambio

·        la comunicazione orale con l’utilizzo di più lingue

·        vivere al quotidiano la cittadinanza europea

 

 8. Ricaduta e valutazione

-Nel corso degli ultimi giorni dello scambio sarà realizzata una valutazione divisa per gruppi nazionali ed i giovani discuteranno dei diversi aspetti dello scambio stesso.

In seguito, nel corso di una riunione plenaria, i resoconti dei gruppi nazionali saranno presentati agli altri e discussi collegialmente. Al termine di questa riflessione, sarà redatto un documento comune. Nel contempo, i resoconti e le impressioni dei giovani saranno messi on line sul sito web dell’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa (IEIC).

 -Sarà realizzata una cassetta video che renderà conto dei momenti  salienti e rappresentativi dello scambio e che sarà data in copia, unitamente ad un fascicolo con le diverse produzioni scritte, ad ogni gruppo.

-Di ritorno a casa, i giovani organizzeranno una manifestazione (esposizione dei lavori realizzati nel corso degli ateliers interculturali, esposizione di fotografie, proiezione del filmato, pubblicazione dei resoconti) alla quale essi inviteranno i loro familiari e tutti coloro che hanno contribuito alla preparazione dello scambio.

-Saranno realizzate delle pagine web sul sito Internet des Club Europe e dell’Associazione Anthropos nonché del Centre de Culture Européenne ed i giovani continueranno a tenersi in contatto per corrispondenza sia individualmente sia da gruppo a gruppo con i loro corrispondenti Europei.